Estratti dalle norme attualmente in vigore circa la costruzione, l'installazione e l'eventuale collaudo delle scale.
La discontinuità nella numerazione degli articoli e dei commi di alcune leggi riportate, deriva dall'eliminazione degli argomenti non strettamente pertinenti.
Legge 9 gennaio 1989 n.
13 Disposizioni per favorire il superamento e
l'eliminazione delle barriere architettoniche.
D.M. 14 giugno 1989 n. 236
- Regolamento di attuazione della L. 13/89 Prescrizioni
tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la
visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pibblica
sovvenzionata ed agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle
barriere architettoniche.
Art.1. - Campo di applicazione
Le norme contenute nel presente decreto si applicano: 1) agli
edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelli di
edilizia residenziale convenzionata; 2) agli edifici di edilizia residenziale
pubblica sovvenzionata ed agevolata, di nuova costruzione; 3) alla
ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1) e 2), anche
se preesistenti alla entrata in vigore del presente decreto; 4) agli spazi
esterni di pertinenza degli edifici di cui ai i punti
precedenti.
Art.4.- Criteri di progettazione per
l’accessibilità
4.1.10) Scale - Le scale devono presentare un andamento regolare ed
omogeneo per tutto il loro sviluppo. Ove questo non risulti possibile è
necessario mediare ogni variazione del loro andamento per mezzo di ripiani di
adeguate dimensioni. Per ogni rampa di scale i gradini devono avere la stessa
alzata e pedata. Le rampe devono contenere possibilmente lo stesso numero di
gradini, caratterizzati da un corretto rapporto tra alzata e
pedata. Le porte con apertura verso la scala devono avere
uno spazio antistante di adeguata profondità. I gradini
delle scale devono avere una pedata antisdrucciolevole a pianta preferibilmente
rettangolare e con un profilo preferibilmente continuo a spigoli
arrotondati. Le scale devono essere dotate di parapetto
atto a costituire difesa verso il vuoto e di corrimano. I corrimano devono
essere di facile prendibilità e realizzati con materiale resistente e non
tagliente. Le scale comuni e quelle degli edifici aperti
al pubblico devono avere i seguenti ulteriori requisiti:
1) la larghezza delle rampe e dei pianerottoli deve permettere il passaggio
contemporaneo di due persone ed il passaggio orizzontale di una barella con una
inclinazione massima del 15% lungo l’asse longitudinale; 2) la lunghezza
delle rampe deve essere contenuta; in caso contrario si deve interporre un
ripiano in grado di arrestare la caduta di un corpo umano; 3) il corrimano
deve essere installato su entrambi i lati; 4) in caso di utenza prevalente di
bambini si deve prevedere un secondo corrimano ad altezza proporzionata; 5) è
preferibile una illuminazione naturale laterale. Si deve dotare la scala di una
illuminazione artificiale, anche essa laterale, con comando individuabile al
buio e disposto su ogni pianerottolo; 6) le rampe di scale devono essere
facilmente percepibili, anche per i non vedenti. (Per le specifiche vedi
8.1.10).
Art. 8. - Specifiche funzionali e dimensionali
8.0.1) Modalità di misura
Altezza parapetto - Distanza misurata in verticaledal lembo
superiore dell’elemento che limita l’affaccio Altezza
corrimano - Distanza misurata in verticale dal lembo superiore dei
corrimano al piano di calpestio Altezza parapetto o
corrimano scale - Distanza dal lembo superiore del
parapetto o corrimano al piano di calpestio di un qualunque gradino, misurata in
verticale in corrispondenza della parte anteriore del gradino stesso.
8.1.10) Scale - Le rampe di
scale che costituiscono parte comune o siano di uso pubblico devono avere una
larghezza minima di 1,20 m, avere una pendenza limitata e costante per l’intero
sviluppo della scala. .
I gradini devono essere
caratterizzati da un corretto rapporto tra alzata e pedata (pedata minimo 30
cm): la somma tra il doppio dell’alzata e la pedata deve essere compresa tra
62/64 cm. Il profilo del gradino deve presentare preferibilmente un disegno
continuo a spigoli arrotondati, con sottogrado inclinato rispetto al grado, e
formante con esso un angolo di circa 75°~80°. In caso di disegno discontinuo,
l’aggetto del grado rispetto al sottogrado deve essere compreso fra un minimo di
2 cm e un massimo di 2,5 cm. Un segnale al pavimento (fascia di materiale
diverso o comunque percepibile anche da parte dei non vedenti), situato almeno a
30 cm dal primo e dall’ultimo scalino, deve indicare l’inizio e la fine della
rampa.
Il parapetto che costituisce la difesa verso
il vuoto deve avere un’altezza minima di 1,00 m ed essere inattraversabile da
una sfera di diametro di cm 10. In corrispondenza delle interruzioni del
corrimano, questo deve essere prolungato di 30 cm oltre il primo e l’ultimo
gradino.
Il corrimano deve essere posto ad una altezza
compresa tra 0,90/1 metro. Nel caso in cui sia opportuno prevedere un secondo
corrimano, questo deve essere posto ad una altezza di 0,75 m. Il corrimano su
parapetto o parete piena deve essere distante da essi almeno 4 cm.
Le rampe di scale che non costituiscono parte
comune o non sono di uso pubblico devono avere una larghezza minima di 0,80
m. In tal caso devono comunque essere rispettati il già citato rapporto tra
alzata e pedata (in questo caso minimo 25 cm), e la altezza minima del
parapetto.
Tabella 1.4 - Carichi
d'esercizio
|
N. |
Locale |
Carico |
|
kg/m2 |
kN./m2 |
|
5 |
Balconi e scale
|
per edifici di
abitazione per edifici pubblici e scolastici |
400 500 |
4,00 5,00 |
UNI 10803 gennaio
1999 Scale prefabbricate - Terminologia e
classificazione
1. Scopo e campo di applicazione
La norma definisce in termini funzionali le scale prefabbricate
ed i relativi componenti e ne identifica le tipologie costruttive in funzione
della loro configurazione. La norma si applica alle scale prefabbricate di
legno, metallo e/o relative combinazioni. Sono escluse le scale prefabbricate di
calcestruzzo.
2. Termini e definizioni
Vedere la pagina terminologia
3. Classificazione morfologica
Le scale prefabbricate sono suddivise, in funzione della loro
morfologia, nelle seguenti famiglie: Scale a
giorno: struttura portante inclinata costituente il piano di appoggio
dei gradini, con rampe lineari. -scale a
giorno con pianerottolo e rotazione delle rampe (il cambiamento
di direzione tra le rampe è ottenuto con
l'interposizione di un pianerottolo) -scale
a giorno con gradini a ventaglio e rotazione delle rampe(il cambiamento di
direzione tra le rampe é ottenuto con l'interposizione di un ventaglio a 2 o 3
gradini) -scale a giorno diritte (senza
pianerottoli o ventagli e senza rotazione delle
rampe) -scale a giorno diritte con forte
pendenza (scale cosidette alla marinara, con gradini
sfalsati) Scale a chiocciola: sviluppo
verticale intorno ad un asse
portante -scale a
chiocciola a pianta
circolare -scale a
chiocciola a pianta
quadrata -scale a
chiocciola a pianta ellittica
4. Classificazione in funzione della destinazione
d'uso.
La legge13/89 suddivise le scale in due gruppi, uso pubblico e uso
privato. La norma 10803 suddivide l'uso privato in principale
e secondario: -uso privato principale,
collegamento principale tra vani ad abitabilità
completa -uso privato secondario,
collegamento secondario con vani non abitabili, ovvero secondo collegamento in
caso di uso privato principale (ovvero, presenza di due scale, di cui una
principale e l'altra secondaria)
UNI 10804 gennaio
1999 Scale prefabbricate - Rampe di scale a giorno -
Dimensioni e prestazioni meccaniche
1. Scopo e campo di applicazione
La norma stabilisce le caratteristiche dimensionali e le prestazioni
meccaniche delle scale prefabbricate, definite dalla UNI 10803, in funzione
della loro destinazione d'uso e dell'ambiente di installazione (sia interno che
esterno). La norma si applica alle scale prefabbricate di
legno, di metallo, e/o relative combinazioni. Sono escluse le scale
prefabbricate di calcestruzzo.
3. Caratteristiche dimensionali
3.1 Dimensionamento dei gradini delle scale a giorno
3.1.1 Gradini rettilinei
| |
Pubblico1) |
Privato principale1) |
Privato secondario2) |
|
Larghezza minima di passaggio utile3), in
mm |
1200 |
800 |
600 |
| Pedata
minima3), in mm |
300 |
250 |
220 |
| Rapporto
alzata/pedata |
2A+P=620÷640 |
2A+P=620÷640 |
2A+P=600÷660 |
1) Ogni
rampa deve avere un numero massimo di 15 gradini 2) E'
possibile avere alzate tamponate solo con pedate > 250
mm 3) Come definite dalla UNI
10803 |
3.1.2 Gradini di raccordo tra rampe rettilinee
|
Destinazione
d'uso |
Criterio di
dimensionamento |
| Pubblico1) |
Pianerottoli quadrati di lato uguale a
quello della larghezza della rampa e pianerottoli rettangolari di lato
doppio |
| Privato
principale1)2) |
Pianerottoli o gradini a ventaglio a
45°, 30° e 22°30', ecc. |
| Privato
secondario2) |
Pianerottolo o gradini a ventaglio a
45°, 30° e 22°30?, ecc. |
1) In caso di pianerottolo
intermedio a rampe conseguenti senza cambiamento di direzione, la misura
del pianerottolo deve essere maggiore od uguale a 620+P (lunghezza del
passo in piano + una pedata) 2) Ad una distanza di 300
mm dal lato interno del passaggio utile, deve essere garantita la pedata
minima di cui al prospetto 1. |
3.1.4 Casi particolari Gradini diversi da
quelli descritti sono ammessi solo con funzione di invito ad inizio rampa,
oppure con funzione di aggiustamento a fine rampa, ma, in quest'ultimo
caso, solo se di pedata superiore e solo se posti a filo col solaio di
arrivo. Le alzate devono essere tutte uguali, tranne la prima,
che può essere diversa, mo solo se più bassa.
3.2 Dimensionamento dei gradini per le scale a chiocciola.
| |
Pubblico |
Privato principale |
Privato secondario |
| Larghezza minima di passaggio
utile |
Non ammesso dalla
legislazione vigente (L. 13/89 e DM 236 del
6/89) |
700 |
500 |
| Angolo minimo del gradino |
22°30' |
30° |
| Alzata massima in mm |
240 |
240 |
(...)
UNI 10810 gennaio
1999 Scale prefabbricate - Rampe di scale a giorno -
Determinazione della resistenza meccanica ai carichi statici
distribuiti.
UNI 10811 gennaio
1999 Scale prefabbricate - Rampe di scale a giorno -
Determinazione della resistenza meccanica ai carichi
dinamici.
UNI 10812 gennaio
1999 Scale prefabbricate - Flessione dei gradini - Metodo
di prova.
Le ultime tre norme indicano criteri, metodi e tecniche per le prove
di carico e di resistenza delle scale prefabbricate. |